L’obesità è una malattia. Non un vizio, un modo di essere, una colpa. E’ scientificamente dimostrato ormai da tanti anni e riconosciuto da tutta la comunità scientifica internazionale che l’obesità è una malattia CRONICA, NEURO ENDOCRINA, MULTIFATTORIALE , RECIDIVANTE, PROGRESSIVA.
Ad accogliere la notizia dell’approvazione in Senato della Legge Pella tutta la comunità scientifica che si occupa di Obesità in Italia riunita a Trieste per il XII Congresso Nazionale Della Società Italiana Dell’Obesità.
Come spiega lo stesso Roberto Pella, capogruppo in Commissione Bilancio alla Camera per Forza Italia, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili” e primo firmatario della legge: «l’obesità rappresenta una emergenza globale, che interessa fortemente anche il nostro Paese. Averla riconosciuta oggi, grazie al voto dell’Aula del Senato, come una vera e propria malattia testimonia la volontà piena di affrontarla come una priorità nazionale».
L’approvazione della legge cade in coincidenza con l’apertura a Trieste del XII Congresso nazionale della Società italiana dell’Obesità (Sio) che vede riuniti i maggiori esperti italiani e internazionali. «La Sio è molto felice per l’approvazione della legge Pella, un passaggio storico che conferma in maniera definitiva per la prima volta al mondo una legislazione specifica e sistematica dell’obesità come malattia, un punto di non ritorno e motivo di orgoglio per l’Italia – dichiara il presidente Rocco Barazzoni –. Siamo soddisfatti anche perché la nostra Società scientifica ha contribuito alla realizzazione di questo importante passo avanti. Ringraziamo l’On. Pella e tutti i parlamentari; ci attende ancora molto lavoro per portare nella pratica clinica quotidiana e tra i pazienti la possibilità di accedere alla prevenzione e alle cure che sono centrali nella Legge, ma ancora non sono disponibili per tutti i cittadini».
Le Associazioni dei pazienti hanno giocato un ruolo importante insieme al mondo scientifico e accademico nel portare a compimento il Ddl Pella. «Siamo molto soddisfatti di vedere finalmente approvata la legge che riconosce l’obesità come patologia. Abbiamo aspettato a lungo questo momento, è un passo importante verso il superamento dello stigma e della piena tutela dei diritti dei pazienti italiani con obesità – commenta Iris Zani, Presidente Associazione Amici Obesi –. Pur trattandosi di un momento storico, la prima legge sull’obesità a livello mondiale, per noi non rappresenta un traguardo, ma l’inizio di un percorso. È ora necessario che le istituzioni competenti si attivino con urgenza per garantire ai pazienti tutele reali e percorsi di cura adeguati. In particolare, attendiamo l’approvazione e l’attuazione del Piano nazionale Cronicità, per vederne l’efficacia sulla presa in carico delle persone con obesità e, ancor di più, attendiamo l’aggiornamento dei Lea con l’inclusione di prestazioni per la diagnosi, la presa in carico e il trattamento dei pazienti con obesità. Ogni giorno senza interventi concreti è un giorno in cui migliaia di cittadini restano privi di risposte, cure e dignità. La salute delle persone con obesità non può più aspettare».
All’interno del Congresso presente lo stesso Deputato Pella promotore della Legge che ha rivolto accorate e splendide parole per noi medici che da tanti anni ci occupiamo di una patologia complessa che riguarda ogni aspetto della salute del paziente e non solo. Riguarda anche la sua identità, la sua quotidianità, e compromette la sua qualità di vita ogni giorno. Trattare l’obesità è una sfida perché rappresenta una patologia estremamente complessa, multifattoriale ed ogni paziente ha la sua storia.
Con l’approvazione della Legge Pella l’Italia diventa il primo paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia.
Cosa cambia ? Verranno intanto stanziati fondi per la Prevenzione, e l’informazione che l’obesità va ed è considerata una malattia.
Per ora con l’approvazione della Legge nasceranno un Osservatorio e un Programma nazionale per sensibilizzare e formare la popolazione ma non c’è nell’immediato l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza
La legge prevede innanzitutto il riconoscimento dell’obesità come patologia con ma come detto per il momento non inserisce la patologia nei Livelli essenziali di assistenza. L’articolo 2 pone piuttosto un richiamo relativo all’erogazione, ai soggetti affetti da obesità, delle prestazioni comprese nei livelli essenziali di assistenza (Lea).
Il testo punta a finanziare un «programma nazionale per la prevenzione e la cura dell’obesità» che promuoverà iniziative che andranno dall’allattamento al seno alla promozione delle attività sportive e della conoscenza delle principali regole alimentari nelle scuole e tra i genitori fino a sostenere la formazione e l’aggiornamento in materia di obesità e sovrappeso tra gli studenti universitari, i medici di famiglia, i pediatri e il personale del Ssn.
Le risorse destinate al Programma nazionale per la prevenzione e la cura dell’obesità sono pari a 700.000 euro per l’anno 2025, a 800.000 euro per il 2026 e a 1,2 milioni annui a decorrere dal 2027. Risorse che andranno assegnate alle Regioni con decreto di riparto. Previsto inoltre uno stanziamento permanente di 400.000 euro annui a decorrere dal 2025, per la promozione della formazione e dell’aggiornamento, in materia di obesità e di sovrappeso, degli studenti universitari, dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e del personale del Servizio sanitario nazionale che intervengono nei processi di prevenzione, diagnosi e cura dell’obesità.
Quindi con la legge Pella Wegovy e Mounjaro saranno rimborsabili e distribuiti gratuitamente ?
Per ora non cambia nulla l’obesità e un’epidemia il numero di pazienti elegibili a terapia molto alto ( In Italia circa 8 milioni di persone ) e le terapia attuai hanno costi molto elevati.
Quindi per i pazienti già in cura con Semaglutide e Tirzepatide per ora non cambia nulla in termini di rimborsabilità del farmaco. In Italia . Quella che si auspica che con l’introduzione della Legge Pella e l’inserimento nei LEA si possano trovare in futuro delle categorie specifiche a maggior rischio in cui ci sia un parziale sostegno economico da parte del SSN nell’utilizzo di farmaci come Semaglutide ( Wegovy ) e Tirzepatide ( Mounjaro ) che attualmente hanno un costo molto elevato e molto difficile da sostenere in cronico per il trattamento cronico dell’obesità.
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